Non è più solo un pezzo di carta per il cliente: è un dato che arriva al fisco in tempo reale.
Nel parlato italiano lo chiamiamo ancora scontrino, ma il termine legale è “documento commerciale”: lo ha istituito il decreto MEF del 7 dicembre 2016 ed è diventato la regola per tutti dal 1° gennaio 2020 (dal 1° luglio 2019 per chi superava 400.000 € di volume d’affari). Cambia il nome, non l’oggetto: è la prova di pagamento che il ristoratore rilascia al cliente e trasmette all’Agenzia delle Entrate. Vale come garanzia per il consumatore e come certificazione fiscale per il locale.
Cos’è
La prova fiscale della vendita, emessa dal POS RT (registratore telematico) al momento del pagamento e trasmessa all’Agenzia delle Entrate in automatico.
Come si chiama oggi
“Documento commerciale” nei testi ufficiali, “scontrino” nel parlato quotidiano. Entrambi sono accettati — il cliente lo chiamerà sempre scontrino.
Cosa c’è scritto davvero
Il documento commerciale riporta, in modo standardizzato:
Dati del locale: ragione sociale, P.IVA, sede, numero del registratore RT
Data e ora della transazione
Descrizione delle voci acquistate con quantità e prezzi
Aliquota IVA applicata per ogni voce (10% per somministrazione al tavolo, altre per casi specifici)
Totale imponibile e totale IVA
Modalità di pagamento (contanti, carta, buono pasto)
QR code o numero seriale per verifica rapida da parte dell’Agenzia delle Entrate
A differenza del vecchio scontrino cartaceo pre-2020, questo non è solo una ricevuta per il cliente: è un dato strutturato che il registratore telematico memorizza subito e trasmette all’Agenzia delle Entrate con la chiusura giornaliera, senza che nessuno debba fare nulla.
Scontrino vs ricevuta vs fattura — la gerarchia
Nel settore ristorazione capitano tre documenti diversi. Ecco quando usare cosa:
Documento commerciale (scontrino): va emesso sempre per qualunque vendita a consumatore finale. È l’impostazione predefinita.
Ricevuta fiscale: termine ormai obsoleto. Pre-2020 indicava un documento usato dove non c’era registratore di cassa. Oggi sostituita dal documento commerciale.
Fattura: va emessa solo se il cliente la richiede — tipicamente quando è un professionista che vuole scaricare la spesa come costo aziendale. Va emessa via fatturazione elettronica e trasmessa al Sistema di Interscambio (SDI).
Regola pratica: tutti ricevono il documento commerciale; se il cliente chiede la fattura — e deve chiederla al momento dell’operazione — il locale emette la fattura e sistema il corrispettivo nel registratore, con l’annullo del documento commerciale o registrandolo come operazione documentata da fattura, così l’incasso non viene contato due volte.
Un esempio concreto
Un gruppo di 4 commensali cena a Milano, conto finale 168 €. Il cameriere chiude al POS RT. Il documento commerciale stampato riporta 4 antipasti, 4 primi, 2 secondi, 2 dolci, 1 bottiglia di vino, 4 caffè. Ogni riga ha la propria aliquota IVA (10% per tutto, essendo somministrazione al tavolo). In fondo: totale 168 €, di cui imponibile 152,73 €, IVA 15,27 €.
Uno dei commensali chiede fattura per la spesa aziendale: il locale la emette separatamente al suo codice SDI. Il registratore emette un documento commerciale di annullo — il “reso” serve invece quando il cliente restituisce qualcosa — oppure il corrispettivo viene registrato come operazione documentata da fattura, così l’incasso non finisce due volte nei corrispettivi: la procedura esatta dipende dal modello di registratore. Dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate a fine giornata: automaticamente, senza azione manuale.
Errori frequenti
Chiamarlo “ricevuta fiscale” ai clienti. Tecnicamente il termine non esiste più dal 2020. Usare “scontrino” (colloquiale) o “documento commerciale” (formale).
Non emetterlo per pagamenti piccoli in contanti. Qualsiasi vendita a consumatore finale richiede il documento commerciale, indipendentemente dal metodo di pagamento o dall’importo. Il caffè da 1 euro serve la stessa emissione.
Confondere resa con storno. Se un cliente restituisce qualcosa, il POS RT emette un documento di reso (con segno negativo). Lo storno riguarda invece errori di battitura prima del pagamento.
Non applicare aliquote IVA corrette. Nella ristorazione mista (somministrazione + asporto), ogni voce può avere aliquota diversa. Il POS RT va configurato voce per voce.
Fonti e riferimenti
Agenzia delle Entrate — Memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, Circolare 15/E/2020 sul documento commerciale
Ministero dell’Economia e delle Finanze — Decreto MEF 7 dicembre 2016 (normativa istitutiva del documento commerciale)
Normattiva — Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019): estensione dell’obbligo a tutte le categorie
FIPE-Confcommercio — Guida all’emissione del documento commerciale per i pubblici esercizi




