Cameriere infila il rotolo di carta in un nuovo registratore telematico al bancone del wine bar
Cameriere infila il rotolo di carta in un nuovo registratore telematico al bancone del wine bar
Cameriere infila il rotolo di carta in un nuovo registratore telematico al bancone del wine bar

Fisco & Adempimenti

Joseph Alexander - Official Framer Partner

Davide Zemmi

Co-founder & CTO Front

Cos’è il POS RT e quando è obbligatorio per un ristorante?

Il POS delle carte incassa, il POS RT è il registratore obbligatorio dal 2020 sopra i limiti del forfettario: restano distinti anche nello stesso tablet.

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Dal 2020 ogni vendita al tavolo finisce allAgenzia delle Entrate senza che tu debba fare niente.

Il POS RT è il registratore di cassa obbligatorio per quasi tutti i ristoratori italiani dal 2020. Memorizza ogni transazione, la trasmette in automatico all’Agenzia delle Entrate e stampa il documento commerciale che un tempo si chiamava scontrino. Non è il POS con cui si strisciano le carte — quello è un’altra cosa, e qui spieghiamo la differenza.

Cosa fa

Memorizza la vendita, la trasmette all’Agenzia delle Entrate, stampa il documento commerciale per il cliente.

Quando è obbligatorio

Per tutti i pubblici esercizi con ricavi sopra i limiti del regime forfettario — di fatto la grande maggioranza dei ristoranti italiani, dal 1° gennaio 2020.

Cosa cambia rispetto al vecchio registratore

La trasmissione dei corrispettivi è ora automatica e telematica. Non si stampa più il rullino di fine giornata: tutto finisce direttamente nel portale Fatture e Corrispettivi.Il POS RT trasmette ogni vendita all’Agenzia delle Entrate in automatico.

POS vs POS RT — la confusione più comune

Nel parlato italiano “POS” indica spesso due cose diverse:

  • POS di pagamento (Point of Sale) — il terminale con cui il cliente striscia o avvicina la carta. Serve solo a incassare. Non emette scontrini fiscali.

  • POS RT (Registratore Telematico) — il registratore di cassa. Emette il documento commerciale e trasmette i dati all’Agenzia delle Entrate.

Molti terminali moderni combinano le due funzioni nello stesso apparecchio — un tablet che fa sia da cassa sia da terminale carte — ma legalmente restano due funzioni distinte. Il POS di pagamento è obbligatorio per accettare carte dal 30 giugno 2014. Il POS RT è obbligatorio per emettere lo scontrino fiscale dal 1° gennaio 2020.

Come funziona, passaggio per passaggio

  1. Il cameriere inserisce l’ordine o lo chiude al tavolo (o al banco)

  2. Il terminale calcola il totale, applica l’IVA corretta per ogni voce (10% somministrazione, 22% alcolici da asporto in certi casi, 4% per prodotti particolari)

  3. Memorizza la transazione nella propria memoria fiscale inalterabile

  4. Stampa il documento commerciale per il cliente (quello che una volta si chiamava scontrino)

  5. A fine giornata trasmette in automatico i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate tramite il portale Fatture e Corrispettivi

Il titolare non deve più firmare e conservare il rullino cartaceo: tutti i dati sono nella memoria del dispositivo e nel portale.

Un esempio concreto

Una trattoria a Bologna emette circa 80 documenti commerciali al giorno. Prima del 2020 usava un registratore di cassa meccanico: chiudeva la giornata con il rullino, lo archiviava in un raccoglitore, lo consegnava al commercialista ogni mese. Oggi, con il POS RT, la chiusura è automatica: alle 23:00 il terminale invia i totali all’Agenzia delle Entrate senza alcuna azione manuale. Il commercialista accede direttamente al portale Fatture e Corrispettivi e scarica i dati.

Risultato: 30 minuti di tempo del titolare recuperati ogni giorno, zero rischio di perdere un rullino, zero ammende per ritardi di trasmissione.

Errori frequenti

  • Confondere POS di pagamento e POS RT. Sono due apparecchi con funzioni diverse, anche quando stanno nello stesso tablet. Il primo incassa; il secondo rendiconta al fisco.

  • Non associare correttamente le aliquote IVA. Somministrazione al tavolo e asporto hanno aliquote diverse. Un POS RT mal configurato applica l’aliquota sbagliata e, alla verifica, scoppia il problema.

  • Dimenticare la trasmissione corrispettivi. Se il terminale perde connessione per giorni, la trasmissione viene accodata. Controllare periodicamente lo stato trasmissioni sul portale (sanzioni per ritardi oltre i 12 giorni).

  • Tenere la vecchia chiusura cartacea per abitudine. Non serve più. Il dato è nel portale. Smetti di archiviare rullini.

Fonti e riferimenti

  • Agenzia delle Entrate — Memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri

  • MEF — Decreto MEF 7 dicembre 2016 (normativa istitutiva del documento commerciale)

  • Normattiva — Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019): estensione dell’obbligo a tutti i pubblici esercizi

  • FIPE-Confcommercio — Guida operativa agli adempimenti 2024